Carlo Maria Mariani a Villa Farnesina. L’essenza della pittura
in mostra dal 27 novembre 2026 al 27 febbraio 2027
La mostra “Carlo Maria Mariani a Villa Farnesina. L’essenza della pittura” intende celebrare la generosa donazione del disegno 2017, Untitled (Study for I Segni dei Tempi) di Carlo Maria Mariani all’Accademia Nazionale dei Lincei dalla Carlo Maria Mariani and Carol Lane Mariani Foundation di New York accostandolo al suo dipinto I Segni dei Tempi (olio su tela, 2019) facente parte della Collezione del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Questa donazione costituisce un gesto di grande significato culturale e simbolico che arricchisce il patrimonio artistico dei Lincei con un’opera di straordinario valore che sancisce un legame tra la Fondazione e l’Accademia. Tale legame è reso ancora più significativo dal fatto che Carlo Maria Mariani fu insignito del Premio Antonio Feltrinelli per la Pittura conferito dall’Accademia Nazionale dei Lincei nel 1997, prestigioso riconoscimento del valore della sua ricerca artistica e del suo contributo alla cultura italiana.
Esporre queste opere a partire dal 27 novembre 2026 fino al 27 febbraio 2027 nella Loggia di Amore e Psiche di Villa Farnesina significa ricollocarle nel luogo esemplare da cui la visione artistica di Mariani trae origine riunendo le due figure sulle quali la sua riflessione si è esercitata con maggiore continuità e profondità: Raffaello Sanzio e Marcel Duchamp.
Inserendo il Scolabottiglie di Duchamp (1914) entro uno spazio pittorico e figurativo desunto dalla pergola illusionistica della Loggia di Amore e Psiche di Raffaello (1517-1518) nella Villa Farnesina di Agostino Chigi, allora ancora collocata in un contesto suburbano, Mariani rende con particolare evidenza la profonda affinità che lega questi due fari supremi del suo immaginario. Mentre Raffaello trasforma la natura in un sistema pittorico di immagini botaniche, Duchamp introduce l’oggetto industriale nel campo dell’arte moderna. Mariani mette in relazione questi riferimenti all’interno di una nuova opera pittorica, disponendoli in una relazione simultanea, facendo coesistere il Rinascimento e il Novecento, la tradizione figurativa e la modernità, l’eredità del passato e la sua riattivazione nel presente.







